A+A: STORIA DI UNA PRIMA VOLTA

8,00 

Descrizione

ideazione, regia, costumi Giuliano Scarpinato

drammaturgia Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori

interpreti Emanuele Del Castillo e Beatrice Casiroli scene Diana Ciufo

luci, suono Giacomo Agnifili

dance dramaturg Gaia Clotilde Chernetich

assistente ai movimenti di scena Giulia Bean

video Stefano Bergomas, Marco Falanga

direttore di scena Mauro Fontana

produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi in collaborazione con Coop Alleanza 3.0

per adulti e ragazzi dai 14 anni

 

e A. hanno 15 e 17 anni. Sono una ragazza e un ragazzo come tanti, vivono le proprie vite dividendosi tra la scuola, una comune passione per la musica, lo sport e tutto il resto. Sono pieni di sogni, incertezze, dubbi e aspirazioni. E non hanno ancora fatto l’amore. In classe invece non si parla d’altro; i compagni raccontano di imprese eroiche, sembrano esperti e sicuri di sé, pare conoscano a menadito ogni dettaglio di quello che succede sotto le lenzuola. Ma dove hanno imparato, si chiedono A. e A.? In famiglia è praticamente impossibile affrontare l’argomento, davvero imbarazzante, e a scuola si parla solo, ogni tanto, di malattie e gravidanze indesiderate. Ma cos’è allora, veramente, il sesso tra due persone? È quello che ogni tanto A. e A. hanno intravisto nei video pornografici, sul telefono di qualcuno all’ora di educazione fisica o nel cortile dopo scuola? Bisognerà davvero fare quelle cose assurde, quando si rimane soli in una stanza? Ed essere così “giusti” sotto le magliette, così perfetti, e così pronti negli occhi e nelle parole? Ma poi quali parole, quali dire?

A+A Storia di una prima volta è il viaggio di due adolescenti come tanti alla scoperta dell’intimità; un viaggio avventuroso e pieno di sorprese, in cui i due protagonisti dovranno destreggiarsi tra falsi miti, “sentito dire”, paure ed ansie da prestazione, per giungere insieme a qualcosa di nuovo, unico, speciale ed irripetibile.

Raccontare i primi, accidentati passi nel mondo del sesso, il ricorso alla pornografia come fonte di informazioni e di “self education”, il rapporto complesso con il proprio corpo e con quello dell’altro, e ancora le interrelazioni tra tutto questo e l’alfabeto dei sentimenti, non è certo un compito facile. Per assolverlo con grazia, poesia e l’adeguata ironia penso all’uso di più strumenti: una drammaturgia che come sempre scaturisca dalla simbiosi con i performer; la danza, il gesto danzato come sublimazione e trasfigurazione di ciò che non si può e deve mostrare; il video come correlativo oggettivo di uno dei grandi protagonisti della vita degli adolescenti, la tecnologia, ma anche come traduttore di sogni, fantasie, aspettative; lo spazio scenico che tutto questo contiene come luogo fisico ma anche mentale; infine la musica, linguaggio universale capace di veicolare sentimento e dar voce a tutto ciò che una voce cerca”.